Golden Goose: Le Sneaker da Discoteca si quota in borsa?

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Signore e signori, fashionistas e appassionati di finanza, benvenuti alla nuova puntata di “Moda e Mercati”. Oggi parliamo di un marchio che ha fatto della decadenza un’arte: Golden Goose. Sì, proprio loro, quelli delle scarpe costose che sembrano già pronte per la rottamazione. Adesso si parla di portarli in borsa. No, non la tua Gucci, parlo del mercato azionario. Pronti a capire come siamo arrivati a questo punto? Prendete i vostri popcorn, o meglio, i vostri croissant al matcha, e iniziamo!

Un’ Ascesa Sporca e Gloriosa

Golden Goose nasce a Venezia nel 2000, fondato da Alessandro Gallo e Francesca Rinaldo. La loro idea? Creare sneaker che sembrassero vissute, consumate, praticamente uscite da una rivolta urbana. In un’epoca in cui tutti cercavano il nuovo e luccicante, questi due outsiders hanno deciso di fare il contrario. E il mondo ha applaudito. O ha riso. Ma comunque, hanno comprato.


La strategia era chiara: un mix perfetto di artigianalità italiana e un look da ribelle sofisticato. Ogni paio di scarpe è un’opera d’arte, rovinata a regola d’arte. Ogni graffio, ogni macchia di fango, è un dettaglio studiato. E i prezzi? Ovviamente salatissimi. Perché la decadenza ha un prezzo, e se vuoi sembrare uno che non se ne frega, devi pagare.

Operazioni Finanziarie:

A Colpi di Milioni

Nel 2017, Golden Goose viene acquistata dal fondo di private equity Carlyle Group per una cifra che si aggira intorno ai 400 milioni di euro. Ma non fermiamoci qui. Carlyle non ha perso tempo, portando il marchio a un’espansione globale. Dall’Asia agli Stati Uniti, tutti vogliono le loro sneaker “vissute”.

Nel 2020, un’altra mossa clamorosa: Permira, altro colosso del private equity, acquisisce Golden Goose per circa 1,3 miliardi di euro. I soldi non cresceranno sugli alberi ma sui piedi degli italiani si sviluppano le fortune di Re Mida.

Il Presente:

Verso la Borsa e Oltre

Analizziamo un po’ di numeri per dare un tocco di professionalità a questa chiacchierata. Secondo i dati più recenti, Golden Goose ha registrato un fatturato di circa 500 milioni di euro nel 2023, con una crescita annua del 20%. Incredibile, vero? Questi numeri non sono solo frutto di un buon marketing, ma anche di un trend globale verso prodotti che raccontano una storia, che sono unici e, soprattutto, che fanno parlare.

Ed eccoci al 2024. Il rumor del momento? Golden Goose potrebbe fare il grande passo e sbarcare in borsa. Si parla di un’IPO che potrebbe valutare l’azienda intorno ai 2,5 miliardi di euro. Roba da far impallidire anche il mocasso Prada più lucido.

Perché questa mossa? Beh, i nostri amici investitori stanno cavalcando l’onda di un mercato che non conosce mezze misure. Il lusso è sempre più sinonimo di unicità, imperfezione e storia. E cosa c’è di più unico di una scarpa che sembra uscita da una guerra post-apocalittica ma che costa come una rata di affitto (a Milano)?

In conclusione, l’eventuale IPO di Golden Goose è una mossa strategica che riflette il cambiamento dei tempi. In un mondo dove l’imperfezione è il nuovo lusso, le sneaker veneziane potrebbero davvero diventare il prossimo grande successo del mercato azionario. Quindi, amici miei, tenete d’occhio la borsa. E magari le vostre vecchie scarpe.

Chissà, potrebbero valere una fortuna.

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(The impossible) man in finance, trust fund, 6’ 5”, blue eyes

Ciao a tutti, benvenuti sul mio blog, dove parliamo di tutto ciò che riguarda la moda, sempre con un pizzico di ironia. Oggi ci tufferemo nel mondo dei “finance bro”.
Sì, avete capito bene, quei ragazzi che vivono e respirano il Finance District di Milano, il mercato azionario e i grafici a candela. Ma cosa li distingue realmente? E come fare per diventare uno di loro, almeno nell’aspetto?

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